
"Poi è arrivato anche il mio turno. Niente di strano sia chiaro: ho sempre avuto problemi di cuore e già all’inizio degli anni Ottanta sapevo come sarebbe andata a finire. Tutti pensano che l’infarto sia una morte istantanea, una specie di fulmine che ti coglie quando meno te l’aspetti. Niente di più sbagliato: è solo un avviso della natura che ti annunzia il programma che andrà in onda da lì a poco. La fine istantanea, invece, si chiama «sincope» ed è tutta un’altra cosa: fortunati coloro che se la beccano. È un po’ come spegnere la luce: si sente un piccolo tac e subito dopo non si sente niente. Se poi capita di notte, mentre si dorme, è il massimo della pacchia."