
"Il Rosario mi riporta molto indietro nel tempo, fino alla mia infanzia, quando in casa mia nonna lo recitava. Mica da sola, si trattava di un vero e proprio rito collettivo, al quale erano chiamate a partecipare tutte le donne del palazzo di accertata fede cattolica e con più di venticinque anni, praticamente tutte quelle sposate o ritenute quasi definitivamente zitelle, "signorine" ormai con pochissime speranze di sottrarsi al loro destino. Naturalmente, al rito prendeva parte anche mia madre, che è sempre stata pia, devota e praticante. Dovete sapere che in casa nostra c'era una stanza che era più ecclesiastica di una chiesa. Sulle pareti c'erano crocifissi e immaginette sacre attaccate dappertutto e c'era un altarino di fronte al quale stava addirittura un inginocchiatoio, sistemato lì per i momenti di massimo raccoglimento. Credo che il rito del Rosario si svolgesse nel pomeriggio del venerdì, immancabilmente ogni settimana, ovviamente questo valeva nei periodi ordinari, perché nei mesi mariani o nelle vicinanze di Natale e Pasqua, il programma dettato da mia nonna si infittiva. In questi casi le signore e le signorine del palazzo erano tenute a presentarsi a casa nostra almeno due o tre volte alla settimana."