"Non a caso Caos è anagramma di Cosa e di Caso.
"O indegno figuro, o mollusco ignobile, o verme schifoso, come osi alzare il tuo sguardo sulla mia persona? L'opera che mi appartiene non è stata scritta per te, ma per coloro che sono stati toccati dalla grazia delle Muse. Abbi almeno il pudore di tacere, ammesso che tu conosca la bellezza del silenzio!"
Non ci sono dubbi: è lui, è Eraclito l'Oscuro, il più antipatico dei filosofi greci.
Scende i gradini di corsa, mi passa accanto e farfuglia un incomprensibile «Epou moi». Lo seguo. Lo vedo inerpicarsi sulle scale della salita di San Francesco, quindi prendere la discesa che porta a Villa Cimbrone. Continuo a stargli dietro. Percorriamo insieme, e sempre senza parlare, il viale alberato. Arriviamo al Belvedere. Qui si volta e mi chiede:
"Cosa vedi?"