
"Basta non pensare per sentire il rumore del tempo che passa.
Io non so che faccia abbia il tempo, ma so che quando mi guarda se la ride sotto i baffi. E già, perchè il tempo ha i baffi. [...].
Sembra quasi che dica: «Distraiti pure, figlio mio bello, tanto io nel frattempo ti frego». E usa una prolina che odio più di tutte al mondo: il frattempo. [...].
Fu il terzo giorno dalla scoperta della Stanza che me lo vidi apparire all’improvviso, come se fosse un fantasma. Mi somigliava in modo impressionante: aveva un po’ di pancetta, gli occhi azzurri e i capelli grigi. Avesse avuto anche la barba avrei detto che ero io allo specchio. [...].
All’inizio mi spaventai. Poi siccome mi venne incontro con un bel sorriso, capii di avere a che fare con una persona gentile e lo stetti a sentire."