
"Napoli, dicembre 1989. Passeggio sul lungomare, quando all'improvviso mi avvicina una signora.
«Mi scusi, ma è proprio lei?» mi chiede timidamente.
«Dipende da quale "lei" cerca» rispondo io sorridendo.
Mi porge un libro. «Mi farebbe un autografo?» «Certo» ribatto, e prendo il libro, Vita di Luciano De Crescenzo scritta da lui medesimo. In un primo momento non ci faccio caso, ma poi, a guardarlo bene, mi accorgo che il colore della copertina è diverso. Inizio a sfogliarlo. Al tatto la carta è ruvida, troppo ruvida, e le pagine sono stampate male, alcune sono storte."Devo chiamare l'editore e segnalarlo" penso tra me e me, e poi chiedo: «Ma in quale libreria l'ha comprato?». «A essere sincera non l'ho comprato in una libreria.» «Ah no, e dove?» «C'è una bancarella di libri al mercatino in Villa Comunale, l'ho preso lì.» Così mi sono soffermato a guardarlo con più attenzione e mi sono accorto di avere tra le mani una copia contraffatta del mio libro, e anche se in un primo momento mi sono preoccupato, poi però un po' mi sono sentito lusingato, perché fino a quel giorno mi era capitato di vedere orologi, borse, scarpe o vestiti taroccati, ma libri proprio mai."