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Fattarielli

Sono Luciano e sono un luciano

Io sono Luciano e sono un luciano. Chi è napoletano può capire cosa intendo dire. I miei genitori mi vollero chiamare Luciano, che è il mio nome e quindi naturalmente lo scrivo con la maiuscola. Poi sono nato nel quartiere di Santa Lucia, i cui abitanti sono detti luciani, e in questo caso ovviamente uso l'iniziale minuscola. Santa Lucia è il suono della mia infanzia, è quel pezzo di mondo nel quale ho cominciato a vivere e ho fatto tutte le mie prime esperienze.
Vivevamo a Santa Lucia quando un giorno, si era a metà degli anni Trenta, mio padre mi buttò in mare dalla rotonda di via Partenope: io ero completamente vestito. Un attimo prima mi aveva chiesto: "Lucia, ti piace il mare?". Ebbi appena il tempo di rispondere: "Sì, papà, mi piace".
Prima che capissi cosa aveva in mente mi diede una spinta.
Non era uscito pazzo, mio padre quel giorno stava solo rispettando una tradizione, quella con cui i luciani imparano a nuotare: i padri buttano all'improvviso i figli in mare e li guardano mentre annaspano. Si tuffano pure loro solo nel caso in cui si accorgono che il ragazzino sta per affogare davvero. Per la verità non è che quella esperienza mi abbia lasciato addosso un particolare coraggio. Quando devo entrare in mare, preterisco farlo piano piano, passo dopo passo. E se sono in piscina, niente trampolino, uso la scaletta.

Tratto da: Tutti santi me compreso Mondadori 2011

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